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domenica 20 giugno 2010

FotoBiografia di Luca Rodella


Caro Ayres,
ci sono riuscito, eccoti le foto che ho scelto assieme a mia mamma a distanza.
non in tutte ci sono io, in una c'è la foto in sala da pranzo con mio nonno e altri parenti, ovvero quelli che al tempo erano i padroni di casa, gli uomini insomma.
In un'altra, che mi ha sempre fatto molto ridere, c'è mio padre a 7 anni che piscia il giorno della sua cresima con una mela in bocca, fotografato da un amico di mia nonna che aveva una fabbrica di guanti. come puoi notare è un grande nonsense.... e ci ho appena riso ancora con mio padre un secondo fa al telefono prima di scriverti.
Quella in cui sono con mia madre invece c'è da dire che, tra le dozzine di foto insieme che abbiamo, l'abbiamo scelta tutti e due senza saperlo. Io le avevo detto di cercare proprio quella, e lei incredula mi ha detto che l'aveva già messa da parte perché era la sua preferita.. "ma come hai fatto a ricordartela!?" mi diceva. misteri....

Un tuffo nel passato anche per loro, che non rivedevano le foto da anni. E molti sorrisi nel sceglierle, io che sono uscito da lezione una buona mezzora, nel cortile della Paolo Grassi; lei a casa, con la cucina piena di foto che riguardava da tre giorni.

Ci vediamo giovedì.

attore disrettore.
Luca Rodella

FotoBio di Sara Martera


le mie scarpe: a parte che le all star insieme ai sandali birkenstock sono il modello che mi rappresenta di più, guardando le mie scarpe penso alla strada che ho già fatto e a quella che ho davanti...sarà in salita? spero non troppo!

sabato 19 giugno 2010

FotoBiografia di Giulia Buzzoni


Giulia racconta:
Valigia
La valigia è di mia nonna. Credo abbia una trentina d'anni. Ho fatto 15 traslochi fisicamente, con la mente trasloco ad ogni cambiamento del vento.Mia madre dice che sono come la protagonista del film "Chocolat"... Ma preferisco pensare a quella canzone dei MCR:
"Da molti anni non mi chiedo più
quale posto è la mia casa
ho scoperto che la mia casa
è insiemea un dovunque vada
cammino senza legami
ho solo il vento che mi insegue
e il tempo non mi riguarda
perché il tempo mi appartiene"...



Viaggio, Ulisse, vecchiaia, nascita, tutto viaggio. La vita: valigia la pena! (Ayres)
Che Meraviglia! Che cosa ci hai regalato, Giulia! (Ayres)

martedì 4 maggio 2010

FotoBiografia - Ayres


Andare dal fotografo era la peggior tortura che mi potesse capitare. Che noia mortale, che spreco di tempo! Quelle sezioni interminabili. Odiavo essere fotografato.
Fotografare invece mi è sempre piaciuto. Da bambino, per gioco, per divertimento. Da giovane, per desiderio di comunicare, di dire ciò che le parole preferivano tacere. Da vecchio, per piacere, per lavoro, per testardaggine...
In tutti i traslochi che ho fatto nella vita, non mi sono mai portato dietro le foto dalla mia infanzia. Quando nel 2006, mentre frequentavo il Master in Comunicazione e Linguaggi non Verbali a Venezia, mi è venuto il desiderio di fare la mia FotoBiografia, ho dovuto rivolgermi a mia sorella più grande, Nenê, e a mio fratello immediatamente più piccolo, Adolpho. Grazie a loro due e ad internet sto riuscendo, lentamente recuperare le immagini del mio passato. Da alcuni anni sono diventato fotografo di me stesso e ho sviluppato una grande tenerezza verso i fotografi in generale e in particolare verso quelli che mi hanno fotografato da piccolo. Intanto, credo che non potrei mai fare il fotografo per professione. In fondo la fotografia non mi interessa. Ciò che conta per me è la relazione tra il fotografo e il fotografato e tra il fotografo e se stesso.